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   Associazione culturale Archeologica Oggiono

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                          Domenica 20 ottobre 2019

                FIDENZA  e  Castello di TORRECHIARA (Pr)

                    

Il Castello di Torrechiara, sito nella zona collinare a sud di Parma, fu ricostruito da un precedente edificio  tra il 1448 e il 1460 da Pier Maria Rossi, in onore dell'amata Bianca Pellegrini, divenendo sontuosa dimora.
Il castello conserva perfettamente la sua mole di epoca tardomedievale a forma quadrata, compresa tra quattro torri e imponente cortina muraria merlata. Vi si accede tramite una lunga entrata coperta che conduce al cortile d'onore, dove è collocata la piccola chiesa di San Nicomede il cui portone è borchiato con i monogrammi di Bianca e Pier Maria.
All'interno, le stanze presentano affreschi realizzati in epoca sforzesca da Cesare Baglione. Particolare attenzione merita la Camera D'Oro, il cui nome deriva dalle foglie di oro zecchino che un tempo rivestivano le formelle alle pareti. La stanza conserva ancora oggi un raro ciclo di affreschi attribuito a Benedetto Bembo raffigurante scene del rituale dell'amore cavalleresco e la celebrazione del legame tra Bianca e Pier Maria.

 

 La Cattedrale di Fidenza è considerata uno dei più significativi capolavori dell’architettura medievale. Sorge nel luogo del martirio di San Donnino e alla sua realizzazione hanno sicuramente contribuito gli artisti della bottega di Benedetto Antelami (XII – XIII secolo). La facciata è un palcoscenico di sculture di grande livello esecutivo, una Bibbia raccontata per immagini in cui, accanto a scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, vengono raccontate in maniera minuziosa le vicende del martirio di San Donnino.  Maestosi i due leoni stilofori all’ingresso.

                     

                                                                      Sabato 16 novembre 2019

                                                                         

                                                          MILANO CASTELLO SFORZESCO                                                 MOSTRA “LEONARDO  E LA SALA DELLE ASSE”

 

In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, è stata eccezionalmente aperta al pubblico la Sala delle Asse , dove i recenti restauri hanno rivelato parti di un affresco del grande pittore. E’ una sala che si trova al piano terra del torrione nord-orientale, detto anche del Falconiere, del Castello Sforzesco di Milano. Prende il nome dalle assi di legno che si ritiene un tempo rivestissero le pareti. 

La Sala ospita una decorazione con Intrecci vegetali e gelsi, che con un effetto trompe-l'oeil creano un pergolato lungo tutta la volta, le vele e le lunette, le cui fronde partono da alberi dipinti lungo le pareti, come a riprendere le colonne ad tronchonos. Sulla parete est della Sala è presente un Monocromo nella parte inferiore, rappresentante le radici degli alberi soprastanti che penetrano in stratificazioni rocciose. Il complesso è una pittura a tempera su intonaco di Leonardo da Vinci, databile al 1498.

Il programma comprende, oltre alla visita alla Sala delle Asse, anche la visita al Castello, ai cortili e ad altri capolavori, tra cui la Pietà Rondanini di Michelangelo

 

 

                                                   

                    

                                                                                                                              
                                                 Domenica 29 settembre 2019

                     ALZANO LOMBARDO (Bg)

         Visita guidata alle:

                    Sacrestie della chiesa di San Martino

 

A pochi chilometri da Bergamo, proprio all'imbocco della Val seriana, sorge Alzano Lombardo, le cui celebri sacrestie e l’interno della chiesa di San Martino  sono un capolavoro dell’arte barocca.

Fra i manufatti di notevole qualità che impreziosiscono la basilica di Alzano si evidenzia il magnifico pulpito,  progettato da Gian Battista Caniana nel 1700, che venne messo in opera negli anni 1713-1714 dallo stesso artigiano con il concorso dei suoi collaboratori più stretti, fra i quali Andrea Fantoni (artefice delle parti scultoree in legno relative alla Vita di Cristo) e i Manni ai quali venne affidata la raffinata lavorazione dei marmi. Materiali diversi, per forme e colori, convivono in quest'opera in un'armoniosa unità. Gli stessi Sala, Fantoni e Caniana furono protagonisti anche dell'abbellimento delle tre sagrestie adiacenti la basilica. 

È l’architetto del Duomo di Milano, Gerolamo Quadrio, a progettare le tre sagrestie.  Rara maestria e potenza espressiva caratterizzano tutti i locali: entrando nel primo direttamente dalla chiesa si è subito sommersi da una cascata di stucchi e affreschi del Settecento, da intarsi e sculture opera dei Fantoni e dei Caniana, due grandi famiglie di artisti dell’epoca.

I temi dei motivi ornamentali sono molteplici: da episodi del Vangelo e storie del Nuovo e Antico Testamento, a puttini, maschere, decori vegetali come rami frutti e foglie intrecciati, paesaggi idilliaci. Le decorazioni e gli arredi delle tre sagrestie sono state completate in poco più di un quindicennio, ma le suggestioni stilistiche dei tre ambienti appaiono molto differenti, testimoniando l’avvicendamento di due epoche artistiche e storiche: dall’enfasi barocca alla laicità rococò.

 

                                               

                                   Domenica 25 agosto 2019

                              RIVA SAN VITALE

                              Piccoli borghi sul  Lago di Lugano (Svizzera)  

 

Ai piedi del monte S. Giorgio, sul lago di Lugano, è situato il borgo di Riva San Vitale, dalle antiche origini risalenti certamente a un “vicus” romano.

Il Battistero, il più antico monumento cristiano conservato in Svizzera, testimonia l’importanza del luogo quando il borgo divenne Pieve, una delle più antiche della diocesi di Como. Probabilmente sorto nel V secolo, l'edificio ha pianta ottagonale iscritta in un quadrato. L'interno conserva preziosissimi affreschi romanici del secolo XII e, al centro, il fonte battesimale (l'antica piscina ottagonale dove si compiva il battesimo per immersione, pratica abolita nei secoli IX-X). Su di esso fu posato, probabilmente in quell'epoca, un secondo fonte monolitico e circolare. Il pavimento è in parte quello originale, a tessere marmoree bicolori.    Il Tempio di Santa Croce fu edificato tra il 1580 e il 1584 dall’architetto Giovan Antonio Piotti, detto il Vacallo, molto attivo in quegli anni nel territorio di Como, secondo i canoni della maniera rinascimentale, ispirandosi a Pellegrino Tibaldi, Sulla pianta centrale ottagonale in stile greco bizantino si aprono l'altar maggiore e due cappelle. Il tutto è sovrastato dall'impressionante volume della cupola che ripropone la maestosità dei mausolei classici ed evoca il valore simbolico della resurrezione attribuito all’ottagono. Le tele sugli altari sono di Camillo Procaccini e della sua scuola: riguardano la Leggenda della Vera Croce e la vita di San Bernardino.

Dopo il borgo di Riva San Vitale, si visiteranno altri piccoli borghi sulle rive del lago.

 

                                                   

                                           Domenica 21 luglio 2019

 

                                                                VAL D’INTELVI                

            

La Valle Intelvi, situata tra i monti comaschi, unisce il Lago di Como con quello di Lugano, in prossimità della Svizzera. La natura meravigliosa e i panorami mozzafiato circondano piccoli borghi, che racchiudono mirabili opere architettoniche e artistiche create dagli abitanti della zona,  per secoli specializzati in attività costruttive e decorative in ogni parte d’Europa.

La nostra visita comincerà nell’Alta Valle Intelvi, nella zona di Lanzo, e precisamente a  Scaria, dove visiteremo  la chiesa di S.Maria, che vanta una ricca architettura rinascimentale. L’interno è un capolavoro del Rococò europeo: gli splendidi stucchi e gli affreschi sono dei fratelli Carloni, artisti locali,  ed illustrano la Vita della Vergine. Adiacente alla chiesa è il Museo di Arte Sacra: contiene interessanti reperti, quali una croce astile romanica, tele di vari autori, un ricchissimo “paradisino”.     Di origine romano-barbarica è, invece, il santuario di SS. Nazaro e Celso, ricco di affreschi.

Tempo permettendo, si potrà salire al belvedere del Monte Sighignola: il “Balcone d’Italia”, che si affaccia sul lago di Lugano, offre una vista senza paragoni di laghi e catene montuose.

Il borgo di Cerano, nella parte più bassa della valle, offre un particolare, piccolo Museo dello Stucco e della Scagliola, unico nel suo genere. Esso raccoglie testimonianze dell’arte della scagliola, tradizione artistica locale che consiste nell’imitazione del marmo o dell’intarsio marmoreo mediante impasti di gesso, acqua e colla animale variamente colorati, e che si diffuse tra gli Intelvesi nel XVII e XVIII sec. La parrocchiale di San Tomaso, di origini medioevali, ha un maestoso campanile in pietra detto Torre di Teodolinda; l’interno è riccamente decorato.

       

                                                      Sabato 22 giugno 2019

                                                

                                                             VAL SESIA

                                                      Sacro Monte di Varallo

                                            Cantina dei Santi di Romagnano Sesia 

 

Quello di Varallo è il più antico dei nove Sacri Monti edificati sulle alpi piemontesi e lombarde. Sorge sulla sommità di uno sperone roccioso, immerso tra il verde dei boschi. Si compone di 44 cappelle e una basilica, e appare come una vera e propria cittadella fortificata cinta da mura e caratterizzata da vie, piazze, palazzi e giardini. All’interno delle cappelle, più di ottocento sculture in legno o terracotta a dimensione naturale e più di tremila affreschi  narrano  la vita e la passione di Gesù, dall’Annunciazione all’Assunzione di Maria. Nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie si visiterà lo spettacolare e prezioso tramezzo dipinto da Gaudenzio Ferrari nel 1513 con le storie della Passione.

La “Cantina dei Santi”di Romagnano è un  antico ambiente di pertinenza della scomparsa abbazia di San Silano, risalente al 1008, riscoperto nel ‘900 e completamente affrescato con la storia di David, rappresentata sulla base del testo biblico del I e del II libro di Samuele, che qui diventa il protagonista di una vicenda cavalleresca di tono letterario romanzesco. Nulla si sa della sua destinazione originaria, anche se la rilevante presenza di simboli araldici, le eroiche vicende narrate negli affreschi e l'assenza di riferimenti certi al rito religioso farebbero pensare ad un uso di rappresentanza o di riunione, più che liturgico.

                                           

                                              Sabato 6 aprile 2019

                                                  

                                                       STUPINIGI (To)

                                                           Abbazia di Vezzolano (Asti)

 

 

Residenza Sabauda per la Caccia e le Feste edificata a partire dal 1729 su progetto di Filippo Juvarra, la Palazzina di Caccia di Stupinigi è uno dei gioielli monumentali di Torino. Riaperta al pubblico dopo importanti lavori di restauro, la Palazzina di Caccia -fra i complessi settecenteschi più straordinari in Europa- ha piena dignità museale con i suoi arredi originali, i dipinti,i capolavori di ebanistica e il disegno del territorio.

Il nucleo centrale è costituito da un grande salone centrale di pianta ovale, da cui partono quattro bracci più bassi a formare una croce di sant'Andrea. Nei bracci sono situati gli appartamenti reali e quelli per gli ospiti. Il cuore della costruzione è il grande salone ovale a doppia altezza con un grande affresco sulla volta, raffigurante il Trionfo di Diana, la dea classica della caccia che appare nella raffigurazione tra le nubi, al di sopra di un carro celeste sovrastante selve e boschi.

 

La leggenda fa risalire la fondazione dell’ Abbazia di VezzolanoCarlo Magno. La costruzione della chiesa così come oggi la vediamo prende avvio nella seconda metà del XII secolo, probabilmente grazie all'impegno di quello stesso Guidone (Vidone) ricordato sul pontile all'interno dell'edificio; all'inizio del XIII secolo la chiesa era ultimata, mentre il resto del complesso, chiostro e sala capitolare compresi, verrà completato nei secoli seguenti.

Stilisticamente, l'insieme si colloca tra il romanico e il gotico. La pietra arenaria e il mattone caratterizzano lo stile architettonico dell'abbazia, fondato sulla bicromia a fasce alternate, comune ad altre scuole architettoniche italiane, in particolare quella ligure e toscana.

All’interno la navata centrale è divisa trasversalmente da un pontile (o jubé) finemente decorato, un modello architettonico oggi raro in Italia ma ancora abbastanza frequente nelle chiese d'oltralpe.