Andrea Appiani- Sposalizio della Vergine
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Un libro, un film o una musica riescono a trasmetterci subito un’emozione e a farci entrare nella sua bellezza, a veicolarci un messaggio, a coinvolgerci in una storia, a trasportarci in luoghi, epoche e culture lontane.

Un quadro invece no, sta lì, non si muove, non ci parla: è difficile penetrare nella sua “bellezza”. Bisogna alcune volte entrare in un percorso, prendersi momenti di riflessione, farsi aiutare.

E’ necessario sapere chi è l’autore, il committente, il contesto storico, osservare a lungo e allora si aprono e si scoprono orizzonti lontani, culture del passato che ci fanno capire aspetti della nostra vita e del mondo che non conoscevamo.

Ecco perché le gite che la nostra associazione organizza sono sempre accompagnate da guide o storici dell’arte. E’ diverso visitare un monumento, un museo o una città d’arte gironzolando, guardando qua e là, invece che osservare ascoltando le spiegazioni di una guida.

A Oggiono ci sono monumenti e opere che sono meritevoli di una visita attenta, di una riflessione, proprio con lo spirito sopra spiegato. Molti hanno visto la chiesa e le opere di Marco d’Oggiono dentro custodite, hanno visitato il Battistero o la chiesetta di S. Agata da poco restaurata e ritornata a nuovo splendore. Ma visitarli con l’ausilio (del tutto gratuito) di un volontario, che spiega, che ci aiuta a capirne il linguaggio, è molto diverso.

Vi invitiamo dunque a ritornare a visitare le bellezze del vostro territorio con occhi nuovi.   Quello che abbiamo, monumenti, reperti archeologici, chiese ecc. sono il risultato tangibile e concreto che ci hanno lasciato le generazioni precedenti, sono il nesso che ci lega alle nostre origini, sono il nostro “Patrimonio culturale” che, insieme all’identità morale, ai principi e ai valori sociali e religiosi, formano la nostra eredità.

Ogni comunità, nei momenti più difficili, cerca di ritrovare i valori culturali delle proprie origini. 

Nelle settimane e nei mesi successivi alla fine della guerra, una delle prime cose che fecero a Berlino fu quella di riallestire e riaprire i musei.

Perché in mezzo a distruzione, mucchi di macerie e morte, i berlinesi si preoccuparono di aprire i musei?  Perché, con tutte le necessità che avevano, dovevano dare la priorità ai musei?

Perché avevano bisogno di riempire gli occhi e il cuore di un po’ di bellezza dopo gli orrori della guerra, perché avevano bisogno di riunirsi intorno ai valori che l’arte sa veicolare, perché avevano bisogno di ritrovare la forza di risorgere come comunità e popolo. Perché, come ha detto uno psicanalista, L'arte è un ponte sul mistero della vita.

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Il Battistero, la chiesa con opere di Marco d'Oggiono e di Andrea Appiani, l' Ultima cena di Marco d' Oggiono (copia conforme all'originale) e la chiesa di S. Agata appena restaurata sono visitabili ogni prima domenica del mese a cura dell'' associazione ARCAO. 
Per le visite in altri giorni della settimana e per i gruppi o per maggiori informazioni telefonare a  3405965891 

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Vista sul lago di Oggiono da Piazza Alta