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Copia fotografica a grandezza quasi naturale dell'ultima cena di Marco D'Oggiono, esposta nel saloncino vicino alla chiesa S.Eufemia di Oggiono e visitabile in concomitanza all'apertura del Battistero, ogni prima domenica del mese, a cura dei volontari dell'associazione ARCAO. 

 

 

ULTIMA CENA di MARCO D’OGGIONO   dipinto su tela tra il 1506 e il 1509, una delle copie più fedeli del capolavoro di Leonardo. Le copie avevano una funzione molto importante come divulgazione, conservazione e memoria. Nel 1506 il reverendo Gabriel Gouffier, di nobile famiglia francese, affida al collaboratore del maestro toscano l’incarico di eseguire  la copia del Cenacolo, che il religioso aveva sicuramente visto di persona durante il suo soggiorno milanese.

L’opera di Marco, olio su tela, 260x549 cm è esposta sulla parete destra della cappella del castello di Ecouen, in Francia, proprietà del Louvre. Marco realizza un dipinto dalle dimensioni ridotte di un terzo rispetto all'originale.

La copia conservata nel salone accanto alla chiesa Sant'Eufemia di Oggiono è stata realizzata dopo un lungo e difficile lavoro tipografico da Cattaneo Paolo Grafiche, che l'ha donata alla comunità.

Dice Leonardo: "...il buon pittore deve dipingere due cose principali, cioè l’omo e il  concetto della mente sua. Il primo è facile, il secondo è difficile perché bisogna raffigurarlo attraverso i gesti e i movimenti delle membra. Li moti delle membra appropriate al moto mentale".

Deve però trovare un’alternativa all'affresco che è una tecnica che non padroneggia, lo costringe a tenere tempi e ritmi che non sopporta e soprattutto non gli consente correzioni e ripensamenti.

Sceglie una tecnica sperimentale che i tecnici chiamano “tempera grassa”, dove il pigmento viene sciolto nella chiara d’uovo con l’aggiunta di olii che conferiscono al dipinto maggior lucentezza e aderenza alla superficie grezza del muro. Una tecnica che gli consente di passare giornate a tergiversare, a osservare per trovare l’immagine giusta e le giuste sfumature.

Il racconto di Leonardo prende lo spunto dal vangelo di Giovanni. Gesù ha appena lavato i piedi ai discepoli e rivela commosso. “in verità, in verità vi dico – uno di voi mi tradirà”.

Il pennello di Leonardo è imprevedibile, figura dopo figura, dettaglio dopo dettaglio mette a soqquadro l’iconografia tradizionale e costruisce un’immagine che si impone come un nuovo modello a cui ispirarsi.

L’artista ha creato uno spazio scenico perfetto, Cristo è il centro  d’attrazione: il centro della sua fronte è il punto di fuga di tutta l’opera. 

Leonardo mette in scena gli attimi successivi a queste parole che dirompono assordanti all’interno del cenacolo. I volti, le membra e i corpi costruiscono un racconto in un movimento fluido e naturale, senza alterare l’equilibrio dell’insieme.

 

Il dipinto di Marco, la cui copia è conservata a Oggiono,  è una delle copie più fedeli, soprattutto nei volti e negli atteggiamenti degli apostoli, L’artista dà prova non solo di copista, ma di allievo che ha recepito la grande lezione del Maestro.

per la visita vedi link apertura battistero alla pagina HOME.