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Uscita del Mese
Domenica 15 Aprile 2018


Casorezzo (MI) San Salvatore

"Il Piccolo Oratorio dei Miracoli"



A pochi chilometri in linea d'aria dal modernissimo Nuovo Polo Fiera Milano di Rho/Pero, un semplice oratorio campestre custodisce preziosi resti di un ciclo di dipinti murali dell’XI secolo, rara testimonianza figurativa della grande stagione romanica milanese, oltre a pregevoli affreschi del primo Rinascimento di influenza leonardesca.
San Salvatore sorge a nord di Casorezzo, nei pressi di un importante asse viario altomedievale che, ad ovest di Milano, collegava Pavia a Castelseprio e alle terre d’Oltralpe. La prima testimonianza documentaria risale all'anno 922, quando una «ecclesia campestris Domino Salvatori» compare nell'atto di donazione di una vigna da parte dell'arciprete della vicina Dairago al monastero milanese di Sant’Ambrogio. Alla fine del Duecento è citata nel 'Liber Notitiᴂ Sanctorum Mediolani', rassegna di tutte le chiese, altari, reliquie e feste dei santi della diocesi di Milano: «In plebe Parabiago, loco Consourezo, ecclesia Sancti Salvatoris cum S. Hilario».
L’edificio attuale, in muratura a corsi di ciottoli di fiume, è costitutito da un’aula a pianta rettangolare, databile alla prima metà dell'XI secolo, e da un presbiterio absidato rivolto verso occidente, che risale invece al Seicento, quando, mantenendo i lati lunghi dell'edificio romanico, se ne invertì l'orientamento. Uno scavo archeologico effettuato all'interno dell'oratorio nel 1991 ha rinvenuto i resti della fase altomedioevale dell’aula (IX-X secolo), due muri perimetrali con andamento est-ovest (loro tracciati sono evidenziati in pietra serena sul moderno pavimento in cotto) mentre le fondazioni riemerse a ridosso della controfacciata vanno riferite all'abside romanica demolita.
Sui muri perimetrali si svolgeva un ciclo di dipinti dedicato alla Vita di Cristo distribuito su due registri sovrapposti: su quello sud le Storie dell'Infanzia (ne sopravvivono due scene integre e tre frammentarie, che permettono di ricostruire la sequenza della narrazione), su quello nord Storie della Passione e Resurrezione (ancora leggibili una scena completa e due frammenti).

La seconda campagna decorativa è legata verosimilmente alla ricomparsa della peste in molte regioni d’Italia nel 1522 ed è costituita da tre interventi distinti. Sulla parete nord domina una Sacra Conversazione, commissionata da Bernardino Albertoni da Busto e firmata da Giorgio da Saronno il 5 ottobre 1522. Sulla parete sud il medesimo pittore sottoscrive, il 25 ottobre seguente, una composizione più esplicitamente votiva, con San Francesco che riceve le stigmate e San Rocco; sulla stessa parete il cremonese Giovan Pietro Gadio firma, ancora nel 1522, un Compianto sul Cristo morto. I tre affreschi danno la misura della diffusione sul territorio delle novità figurative elaborate a Milano tra fine Quattro e inizi Cinquecento, a partire dal soggiorno di Leonardo e passando per le ‘vie lombarde al Rinascimento’ del Bergognone e di Bernardino Luini.



vedi la locandina completa

 



Per la lettura del programma annuale 2018 Vedi locandina

 


Filmato Battistero

Filmato interno del Battistero in alta risoluzione, concesso dal Sig. Gianni Frigerio

Abside Battistero